venerdì 5 luglio 2013

E l'orto?

Ma in questo blog che dovrebbe essere un diario dell'orto, di orto non si  parla più?

primo trapianto: tre grandinate a maggio ed è tutto da rifare
Dopo la pausa invernale, piogge e freddo primaverile e grandinate a maggio.

pomodori


Tutto da rifare, ma l'incredibile vigoria delle piante di pomodori ha fatto recuperare un po' del tempo perduto.

cipolle, piselli
zucchini, melanzane, peperoni, costine, cavoli, un po' di tutto in formato mignon
Tutto è in ritardo; di frutta neanche l'ombra ma c'è finalmente qualcosa di verde che sta crescendo.

Come si vede dalle foto, quest'anno lo sfondo principale è il nero del telo  pacciamante in tnt.
Le spontanee che trovano acqua e concime sono incontenibili, perciò, dato che  vorrei evitare di passare i w.e. a strappare erba e che di lavori da fare ce ne sono già tanti, ho deciso di usare il telo il più possibile.
Non è bello da vedere, ma è permeabile all'aria e all'acqua, è resistente e si può riutilizzare per molte volte, dovrebbe durare molti anni. Il nero attira il calore, per cui sarebbe meglio ricoprirlo con erba di sfalcio, per evitare il surriscaldamento e la più rapida evaporazione dell'acqua.
Probabilmente Fukuoka inorridirebbe, ma forse lui non ha dovuto affrontare la gramigna bagnolese indirettamente irrigata e concimata. Anche questa è una forma di adattamento e mi permetterà, spero, di fare qualche bella passeggiata in Val Pellice o in alta Valle Po, dove, per i troppi lavori nel campo, ho ancora tanti posti da scoprire. A presto.

venerdì 21 giugno 2013

Aromaterapia forzata: più calmi con il tiglio?

A metà giugno a Torino, ma sicuramente anche in molte altre città, non c'è scelta; che ci piaccia o no, si fa l'aromaterapia con il  tiglio.


Sono in fiore i circa diecimila Tilia ibrida presenti nei viali e nei giardini della città, perciò praticamente ovunque inaliamo le sostanze odorose emesse dalle loro infiorescenze.


L'albero è di per sé  molto longevo, forte, resistente al freddo e allo smog, ma nello stesso tempo dolce con le sue foglie a cuore e il suo profumo avvolgente.  E' considerato ovunque un albero benefico e protettore.
Ho scoperto che per molte persone il profumo del tiglio riporta all'infanzia; è così anche per me. Forse è il primo profumo di cui ci si accorge  da bambini, nel momento magico in cui si chiudono le scuole e si sta tanto tempo fuori casa.


L'olio essenziale di tiglio influenza il sistema centrale e neurovegetativo, la muscolatura liscia e striata, il cuore, i vasi arteriosi; l'effetto dovrebbe essere soprattutto calmante ed ipnotico.
In città siamo tutti un po' più calmi e meno ansiosi? Sarà per questo che in questo periodo ho sempre sonno?

Sappiate inoltre che per chi volesse assicurarsi un amore duraturo e fedele, cosa purtroppo non molto comune ai nostri giorni, potrebbe essere utile legare un ramo di tiglio e uno di quercia con un nastro verde. Sembra poi che  i fiori di tiglio in un sacchetto di seta proteggano dai cattivi influssi e portino calma e serenità.


domenica 26 maggio 2013

Gita di fine anno a Courson e giardini francesi

A conclusione del corso di giardinaggio, il Maestro di giardino Edoardo Santoro ha organizzato un bellissimo viaggio di fine anno con tappe in giardini della Provenza, in Borgogna e Ile de France, fino a Courson, la mitica mostra mercato che si svolge a sud Parigi.
Ad uso di qualcuno che voglia organizzare per proprio conto un bel viaggio enogastronomico unito ai colori e profumi dei giardini, riporto l'itinerario e vi racconto qualcosa di ciò che ho avuto il piacere di vedere.

Partenza da Torino; prima meta giardino del priorato di Salagon a Mane e nel pomeriggio giardino di Val Joanis a Pertuis; secondo giorno il giardino dell'Alchimista a Eygalière e trasferimento in Borgogna per vedere Castello e giardino di Berze le Chatel;  il giorno successivo interamente dedicato alle Journèè des plantes de Courson; quarto e ultimo giorno visita al castello e giardino di Vaux le Vicomte, vicino a Parigi, e lungo viaggio di ritorno.

77 allegri amanti della natura capitanati da Edoardo in primo piano

In questo post  vi racconterò qualcosa della mostra-mercato di Courson; ai giardini dedicherò degli altri post per inserire un po' più di foto, le quali spesso raccontano più delle parole.



Les Journée des plantes - Courson
Una delle manifestazioni più importanti in Europa, forse seconda solo a quella di Chelsie, una vera manna per  chi, per passione o lavoro, si interessa di giardinaggio. 300 espositori, si trova di tutto, piante di ogni tipo, accessori, strumenti per giardino.
Visita piacevolissima per chiunque, richiede almeno un'intera giornata per poterla visitare in maniera approfondita; verrà apprezzata di più ovviamente da chi conosce bene le piante, e purtroppo non è il mio caso; meglio andarci preparati perchè è un'opportunità per trovare esemplari di piante a volte difficili da reperire nei nostri garden e vivai. Vale in ogni caso la visita.
Come a Masino, le bancarelle sono inserite in una bella cornice verde, in questo caso un romantico parco all'inglese che circonda un castello del XVII secolo. Ecco qualche foto:


il parco
pelargonium da collezione
uno dei geranium che ora è sul mio terrazzo

aromatiche
salvie di ogni tipo
salvie decorative fiorite
una vetrina di primule
passiflore
perenni di ogni tipo; in primo piano l' euphorbia chamaleon che ho portato a casa
aquilegie

un mosaico di piccole piante per giardini rocciosi
la nuvola fiorita del Thalictrum
un'infinità di heuchere
decorazioni per il giardino
e molto, molto di più.
Nonostante le raccomandazioni, è stato difficile contenere gli acquisti; perciò ci siamo dovuti ingegnare per trovare il modo di sistemare le piante nell'autobus a due piani che conteneva già 77 persone, nessun posto libero.

ogni spazio è stato sfruttato

scomodi ma felici
piante scelte anche per le dimensioni
un vero green-bus

(continua)

martedì 14 maggio 2013

Quasi quasi mi faccio un "meadow"


Finalmente l'orto non ha più l'aspetto di un campo abbandonato e qualche giornata di sole ha permesso di seminare  patate, trapiantare  pomodori, zucchine e zucche.

E' stato possibile anche  tagliare l’erba nel campo, che ormai era diventata altissima. Devo dire che un po’ mi è dispiaciuto però, perché il prato era pieno di fiori spontanei.

tantissime margherite...

ranuncoli....
l'azzurro della veronica....
le spighe rossastre dell'acetosa...
Margherite, veronica, ranuncolo, acetosa, oltre ovviamente alla solita gramigna e al tarassaco; la loro presenza massiccia indica, aimè, che il terreno è pesante e tende ai ristagni d'acqua.
Cercando notizie su queste piante sul web, ho scoperto che esiste una tipologia di giardino che si basa proprio sull'utilizzo di erbe spontanee e graminacee, tenendo conto dell'habitat naturale. Li chiamano meadow gardens, dove meadow significa "prato fiorito".

martedì 30 aprile 2013

Mi consolo con la Phalaenopsis

Tra il freddo di marzo e la pioggia di aprile, sono indietro in tutti i lavori dell'orto; non sono ancora riuscita neanche a mettere le patate...spero almeno in qualche giorno di caldo dopo il primo maggio.
Intanto ho rinunciato alle ferie programmate e sono tornata in ufficio, dove un po' mi consolo guardando la bellissima rifioritura della Phalaenopsis.





Mi era stata regalata ad agosto dell'anno scorso, è rimasta fiorita fino ad ottobre; ho poi tagliato i rametti sfioriti.
La Phalaenopsis è tra le orchidee meno esigenti per ciò che riguarda la quantità di luce necessaria alla fioritura; la mia è vicino ad una porta-finestra rivolta a nord, dove però le tapparelle non vengono mai abbassate, non fa troppo caldo e non ci sono correnti d'aria.

giovedì 28 marzo 2013

A Istanbul tra tulipani e giacinti


Quando si  pensa ad Istanbul vengono in mente subito Santa Sofia, la Moschea blu, i grandi bazar, il Bosforo o al limite, il tè o il narghilè, ma difficilmente vengono in mente i tulipani.



Questi fiori sono in realtà uno dei simboli della Turchia e della sua città più importante. Oltre a trovarli rappresentati nelle piastrelle che ricoprono le pareti di moschee e palazzi, sui tessuti più preziosi, sui tappeti, in primavera i parchi si riempiono dei loro colori decisi.


Il tulipano non nasce in Olanda, come saremmo portati a pensare, ma negli altopiani anatolici, ed era un simbolo dell'impero ottomano. I primi bulbi furono inviati in dono al botanico Clusius nel 1554, responsabile dei giardini reali olandesi, che cominciò a svilupparne la coltivazione. In cinquant'anni il commercio dei tulipani crebbe a dismisura e si manifestò una vera e propria "tulipanomania", una corsa folle per accaparrarsi i bulbi più rari; su questo desiderio si crearono le prime speculazioni finanziarie e relative rovine economiche, a cui si dovette rimediare con leggi mirate.

giovedì 14 marzo 2013

Come fotografare i fiori


Fotografare i fiori ci permette di catturare la loro bellezza un po' effimera; vorremmo rendere bene la morbidezza dei petali, a volte la loro trasparenza e fragilità, o l'intensità dei colori, conservarne il ricordo a lungo, ma spesso i risultati non sono molto soddisfacenti.

Recentemente ho letto il primo volume del "Libro della fotografia digitale" di Scott Kelby, dove ho trovato dei consigli pratici sulla fotografia dei fiori che possono essere  utili per migliorare la qualità dei nostri scatti, perciò li voglio condividere in questo post.


Intanto una regola che vale per rendere più interessante qualunque tipo di foto, è cercare di fotografare da una visuale diversa da quella abituale. Per i fiori quindi non fotografare dall'alto in basso, ma abbassarsi al loro livello o addirittura dal basso verso l'alto.

quindi non così... (mia)
...ma  molto meglio così...(web)


Meglio fotografare i fiori con uno zoom; il risultato migliora se si riempie molto la foto con il fiore ed è più facile mettere lo sfondo fuori fuoco in modo da concentrare l'attenzione sul fiore, cercando di usare la massima apertura di diaframma che consente l'obiettivo.

Qualunque obiettivo si usi, più ci si avvicina al soggetto e più si apre il diaframma, più si ottiene l'effetto sfocato dello sfondo.



Il massimo sarebbe usare un'ottica macro, oppure montare su uno zoom una lente close-up, che è un'alternativa decisamente meno costosa.

I momenti migliori per scattare belle foto di fiori (e non solo) sono:
cielo coperto e nuvoloso; i colori non vengono così sbiaditi dai raggi diretti del sole;
subito dopo la pioggia, quando le gocce sono ancora sui petali;
se c'è sole, scattare al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

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Si può anche decidere di improvvisare uno sfondo nero o bianco, anche solo con una giacca tenuta ad un po' di distanza dal fiore, per creare composizioni molto particolari.

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In casa la luce migliore è quella diffusa che entra da una finestra, quando i raggi del sole non entrano diretti. Fotografare quindi il fiore nelle vicinanze della finestra con la luce che entra da un lato, non dall'alto in basso, usando un treppiedi.

Tutto il libro è impostato così, con molti consigli pratici e poco o nulla teoria, e devo dire che i risultati si vedono subito. Un altro consiglio di Kelby è: esercitarsi, osare, fare tante prove; col digitale si può senza problemi. Buone foto a tutti!


Fonte: Scott Kelby, Il libro della fotografia digitale, ed. Pearson