martedì 6 gennaio 2015

Davanti al Presepe - Auguri da una befana

Oggi nel presepe abbiamo aggiunto i tre magi, e il quadro è completo. Tutto è così semplice e quasi scontato: il bambino, i pastori, la stella. Credo fosse normale per quell'epoca che ci fossero famiglie povere; ma nascere in una stalla, non avere cibo, un camino, niente, probabilmente anche per l'epoca era il massimo della povertà.
Ma oggi si è aggiunto un elemento: arrivano dei saggi, dei grandi re a conoscere e riverire un bambino poverissimo appena nato.

Il mio libro-presepe di Luzzati, ecco che arrivano i Magi...oops, ma quanta polvere sul mobile, vado subito a pulire!!

Nel racconto della nascita e della vita di Gesù sembrano sempre mescolarsi riferimenti alla realtà dell'epoca e insegnamenti profondi.



Nella fuga, Gesù nasce dove capita, i genitori fanno del loro meglio per non farlo morire di freddo e mettono lì vicino degli animali; la gente del posto si impietosisce e manifesta la sua solidarietà portando qualche genere di conforto.
In cielo c'è qualcosa che brilla e colpisce più del solito, forse una cometa.
Sicuramente i Magi non sono arrivati così presto e  il presepe rappresenta una sintesi di ciò che può essere accaduto; fatto sta che pare appurato che  tre saggi, astrologi, re, studiosi, si rechino  da questo grande maestro ancora in fasce.


Semplicemente guardando il Presepe, possiamo trarre alcune indicazioni.
Intanto che, cristiani o no, probabilmente  vale la pena di ascoltare gli insegnamenti di questo bambino, per molti figlio di Dio, dato che grandi studiosi lo attendevano da tempo e hanno affrontato un viaggio così lungo e pericoloso per verificare la sua esistenza, senza contare quello che è successo nei successivi due millenni.
Inoltre, il Gesù che farà i miracoli, nasce nella povertà assoluta, forse per dirci che la vera ricchezza non è quella esteriore, e che per essere importanti e potenti, non è necessario essere ricchi e  avere riconoscimenti immediati, anzi.
Poi, che la sopravvivenza di questo maestro è forse stata possibile per la solidarietà degli altri poveracci che vivevano nella zona, che hanno fatto piccoli doni e sono stati di sostegno per come hanno potuto; ho bisogno di ricordarmelo più spesso.


Sempre guardando il presepe impariamo che se vogliamo percorrere un sentiero illuminato, arrivare a qualcosa di veramente importante, per trovare un maestro, dobbiamo alzare lo sguardo, guardare in cielo, cercare una stella, staccarci dalle vicende terrene almeno ogni tanto, diventare magi astrologi studiosi noi stessi.
.
Guardando il presepe, vedo rocce, piante, animali, persone generose, cose che accadono per la malvagità di alcuni; vedo sapienti, maestri, vedo la vita di tutti i giorni e forse anche consigli su come provare a vivere al meglio questa opportunità che è la nostra vita.

Auguri da una befana (lo sono da 23 anni per le mie figlie...). Baci a tutti.



13 commenti:

  1. Anche io sono una befana da 23 anni per mio figlio! Auguri, collega!
    E complimenti per questo bel post!

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  2. La Befana me la immagino diversa da te Patty, e non è un problema anagrafico, è un problema di cuore. Io non seguo più le messe domenicali da un pezzo, ma non manco mai di allestire un presepietto in casa mia e dei miei tutti gli anni: fa famiglia, dà serenità, proprio perchè è povero, e accoglie tutti. <3

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    1. Grazie Marta, hai visto, mi hai chiamata e sono arrivata! ;)

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  3. Auguri a tutte le befane del mondo!!!!

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  4. Befana da 18, presente e sull'attenti!!

    Che bello questo libro presepe e che bella la tua riflessione...
    buona settimana

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    1. Hai una certa anzianità di servizio anche tu ;)
      grazie e a presto

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  5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  6. Che bel post!!!! E' stato un piacere leggerlo. Meglio che non ti dica da quanto lo sono io.........Bacioni
    Emi

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    1. Ciao carissima, ormai torno sul blog così raramente, grazie!!

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  7. E' arrivata la primavera, stai lavorando al tuo orto?
    Un saluto, a presto

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    1. Ciao cara, ricominciati i lavori, anche se vorrei lavorare un po' meno. Un abbraccio.

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